V. 7 N. 3 (2025): Luglio - settembre 2025
Psicopatologia fenomenologica

Il lavoro in psicoterapia della Gestalt con l’eiaculazione precoce

Jgor Francesco Luceri
SGT - Scuola Gestalt Torino, Torino, Italia
Sara Ballotti
IGF - Istituto Gestalt Firenze, Firenze, Italia
Matteo Defraia
Ricercatore Indipendente
Samuele Giovagnini
Ricercatore Indipendente
Enrico Moretto
SiPGI - Postgraduate School of Integrated Gestalt Psychotherapy, Torre Annunziata, Italia
Susanna Memè (Iride Pistacchio)
SGC - Scuola Gestalt Counselling, Torino, Italia
Stefano Roti
IGF - Istituto Gestalt Firenze, Firenze, Italia
Roberta Stanzione
SiPGI - Postgraduate School of Integrated Gestalt Psychotherapy, Torre Annunziata, Italia
Mariano Pizzimenti
SGT - Scuola Gestalt Torino, Torino, Italia
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Pubblicato 17.09.2025

Parole chiave

  • Eiaculazione precoce, Terapia della Gestalt.

Come citare

Luceri, J. F., Ballotti, S., Defraia, M., Giovagnini, S., Moretto, E., Memè, S., … Pizzimenti, M. (2025). Il lavoro in psicoterapia della Gestalt con l’eiaculazione precoce. Phenomena Journal - Giornale Internazionale Di Psicopatologia, Neuroscienze E Psicoterapia, 7(3), 106–116. https://doi.org/10.32069/PJ.2021.2.252

Abstract

Gli uomini che riportano difficoltà legate all'eiaculazione precoce spesso sperimentano una divisione interna, in cui il desiderio di prolungare l'atto sessuale e soddisfare il/la partner entra in conflitto con la sensazione di perdita di controllo sul proprio pene, che sembra agire autonomamente, accelerando il processo eiaculatorio. Questa frattura porta a una disconnessione tra l'individuo e il proprio organo sessuale, accompagnata da un senso di insoddisfazione e auto-condanna. Gran parte delle strategie terapeutiche basate su modelli cognitivi si concentrano sull'idea di ridurre la sensibilità peniena, spingendo il paziente a distogliere l'attenzione da sensazioni sessuali eccessive. Inoltre, spesso il paziente non è consapevole di una intenzionalità sottostante che vuole raggiungere l'orgasmo rapidamente. Tuttavia, l'approccio proposto in questa ricerca - partendo da un’epistemologia gestaltica - si discosta da una visione correttiva dell'esperienza sessuale. Invece, promuove un sostegno attivo all'identificazione del paziente con il proprio pene, consentendogli di esprimere e riconoscere l'intenzionalità sottostante che può differire dalle aspettative consapevoli. Il nostro studio esplora un metodo terapeutico che favorisce un dialogo tra queste due intenzionalità: quella orientata a soddisfare il partner e quella che ricerca un orgasmo rapido. Questo processo si svolge in un contesto interattivo che coinvolge il terapeuta e il paziente. Il terapeuta assume alternativamente l'identità del paziente e del suo pene, facilitando il dialogo tra queste due prospettive, consentendo l'emergere di vissuti spesso nascosti1. L'obiettivo dell'approccio terapeutico è portare questi vissuti nella relazione terapeutica o in contesti sociali più ampi, favorendo la riscoperta della funzione creativa del sintomo. Si cerca di comprendere perché il sintomo persista e di consentire al paziente di assumersi la responsabilità, riducendo l'ansia e la frustrazione associate all'eiaculazione precoce. Questo studio mira a verificare come, attraverso il processo di identificazione e alienazione, il sintomo di eiaculazione precoce possa diventare meno necessario e, quando si manifesti, il paziente possa interrogarsi in modo più consapevole sulle ragioni alla base della sua scelta di eiaculare rapidamente. L'obiettivo finale è consentire al paziente di sperimentare un livello di ansia e frustrazione notevolmente ridotto nell'ambito della sua sessualità.

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